Alcune considerazioni (poco) conclusive.
In entrambi i casi presentati si può mettere in luce come la difficoltà principale sia quella del “trasferimento” della fiducia fra sistemi confinanti ma non comunicanti. L’allargamento dei confini dei sistemi è uno degli aspetti da considerare, insieme alla loro permeabilizzazione: nelle cellule organiche, per analogia, le membrane, che le delimitano, costituiscono un confine semipermeabile, che svolge il compito fondamentale di lasciar passare alcuni elementi e bloccarne altri.
Si può, allora, con grande modestia, sperimentare alcune piste di lavoro che possano costruire delle modellizzazioni provvisorie, attraverso progettazioni sperimentali di microinterventi sociali.
Molto sinteticamente, cerco di delineare alcuni passi da porre alla base di queste sperimentazioni, finalizzate all’accrescimento e alla misurazione del patrimonio fiduciario interno dei sistemi sociali, sia per quanto attiene la progettazione, sia per quanto attiene alla valutazione.
- Prima di tutto occorre Individuare i confini dei sistemi coinvolti (spesso numerosi). Chi sta dentro questi confini e quali scambi con l’ambiente avvengono.
- Vedere se e come questi confini possono essere ampliati o comunque attraversati da comunicazioni culturalmente recepibili da sistemi diversi, fino alla possibile interconnessione.
- Costruire attività finalizzate consapevolmente a questo scopo, cioè a contaminare le comunicazioni, trasferendo livelli di fiducia superiori dai sistemi che ne hanno di più ai sistemi che ne hanno meno.
- Misurare, con strumenti adeguati il livello di fiducia interpersonale presente all’interno dei sistemi coinvolti. Ovviamente queste misurazioni vanno fatte in più momenti, tenendo monitorato lo sviluppo del processo.
Le tipologie di progetto, gli obiettivi specifici e i risultati attesi possono essere molto diversi (come ben visibile nei due esempi riportati) e il disegno valutativo risentirà di queste diversità. Ma di volta in volta, si potrà costruire una serie di semplici dispositivi che permettano di rilevare il grado di fiducia presente nei sistemi coinvolti e i cambiamenti apportati in queste misurazioni da interventi finalizzati a questi esiti.
Occorrerà, infine, poter mettere in relazione i cambiamenti rilevati nei sistemi circa il livello di fiducia, con i cambiamenti “hard” rilevati tramite il processo di valutazione sui risultati specifici attesi per quello specifico intervento/progetto.
Questa fase, delicata, contiene l’annoso problema dell’attribuzione. Cioè della possibilità di attribuire con certezza i cambiamenti misurati all’intervento effettuato ed oggetto della valutazione. Per quanto detto finora, ritengo che questo passaggio debba essere, se possibile, effettuato tramite meccanismi sperimentali randomizzati con approccio controfattuale.
Un impianto valutativo così descritto potrà mettere in luce le connessioni fra le attività svolte, i cambiamenti rilevati nel livello di fiducia, i cambiamenti rilevati in relazione ai risultati attesi ed auspicati dal progetto.
Verificare possibili applicazioni
di questa teoria del cambiamento mi sembra una sfida interessante.
Indicazioni bibliografiche
Sui temi presentati si trovano numerosi riferimenti in letteratura, anche se, spesso, non specificamente orientati allo studio dei sistemi sociali. Cerco di dare un panorama dei testi che mi hanno permesso di costruire le mie riflessioni. Molti sono testi letti e riletti dagli anni ’70, altri sono più recenti. Non ho elencato i paper recenti sulla valutazione e l’innovazione sociale, in quanto sono davvero troppi, e comunque reperibili facilmente in rete. Non ho neppure messo le classiche indicazioni bibliografiche (editore, ecc.) in quanto con titolo ed autore, in biblioteca o su Internet si possono rintracciare tutte le informazioni utili a un eventuale approfondimento. L’anno di prima pubblicazione serve per contestualizzare i volumi nel periodo storico da cui sono scaturiti.
- Democrazia ed educazione – John Dewey – 1916
- Che cos’è la vita – Erwin Schroedinger – 1943
- Mutamenti nelle basi della scienza – Werner Heisemberg – 1944
- Summerhill – Alexander Neill – 1960
- Lettera a una professoressa – don Lorenzo Milani – 1967
- Pragmatica della comunicazione umana – – Paul Watzlawick e altri 1967
- La fiducia – Niklas Luhmann – 1968 – rivisto nel 1989
- Autopoiesi e cognizione – H.Maturana e F.Varela – 1970
- Modelli matematici della morfogenesi – Renè Thom – 1971
- Le radici del caso – Artrhur Koestler – 1972
- Change – Paul Watzlawick e altri – 1974
- Il tao della fisica – Fritjof Capra – 1975
- L’atto della creazione – Arthur Koestler – 1978
- Mente e natura – Gregory Bateson – 1979
- La nuova alleanza – Ilya Prigogine – 1979
- Parabole e catastrofi – conversazione con Renè Thom – 1980
- Il punto di svolta – Fritjof Capra – 1982
- L’albero della vita – H.Maturana e F.Varela – 1984
- L’autopoiesi dei sistemi sociali – Niklas Luhmann – 1986
- Governare i beni collettivi – Elinor Oestrom – 1990
- In un diverso welfare – Ota de Leonardis – 1998
- La scienza della vita – Fritjof Capra – 2002
- Nuove immagini dell’Universo – Dalai Lama – 2006
- L’economia dei poveri – Esther Duflo – 2011
- Vita e natura – F. Capra e P.L. Luisi – 2014
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